Foto Pole Dance: arte, passione, forza

Febbraio 28, 2018 persone , , 0

Quando ci siamo incontrati con Denada, per le foto di Pole Dance, eravamo molto emozionati.

Sapevamo che sarebbe stata un’esperienza bella, intensa e coinvolgente.
Perché Denada è una persona speciale, affascinante e dai modi garbati.

Così, prima di cominciare, abbiamo parlato molto, impostando tempi e modi. Abbiamo chiesto a Denada di vedere insieme delle sue foto scattate durante la pratica, le abbiamo mostrato degli esempi, un’idea di come realizzare le nostre immagini e lei ha capito il valore di quello che stavamo facendo.
Molte persone fanno cose eccezionali, intense e bellissime però spesso hanno soltanto foto brutte.
Dopo tanto lavoro, dedizione, passione e fatica, che senso ha custodire delle banali immagini fatte con il cellulare?

Le foto occasionali vanno bene per catturare un momento, per documentare progressi, ma non per illustrare un mondo così prezioso.

“Una foto vale mille parole” e,  insieme a Denada, abbiamo cercato la poesia.

Perché le foto di Pole Dance esprimono un sentimento: l’amore di chi la pratica.

Ogni persona racconta qualcosa, lo fa con il proprio corpo e, in questo caso, l’obiettivo non è di sedurre qualcuno, ma di esprimere il meglio di sè, aumentare la propria autostima, esaltare la propria femminilità. La pratica della Pole Dance richiede impegno, disciplina e pazienza che portano ad una maggiore consapevolezza di sè, dei propri limiti e delle proprie capacità.
Il proprio corpo diventa uno strumento di cambiamento, di crescita: nel rispetto del proprio corpo, l’assenza di giudizio, l’amore verso se stessi.

La pole dance è una vera e propria forma d’arte perché segue la filosofia della Body Art dove il corpo è uno strumento per l’espressione artistica dell’anima (“tela dell’anima”).

Durante la performance, ogni body artista agisce secondo la poetica vicina alla sua anima ed i fattori come il sesso, il carattere, le malattie e il dolore, i limiti fisici, i pensieri e lo stato d’animo influenzano profondamente e rendono individuale ed irripetibile la performance stessa.  La Pole Dance permette di esprimere quello che con le parole non è possibile esprimere, ovvero tutta la complessità e bellezza dell’ Anima.
Così si avvicina alla disciplina dello yoga: cura verso se stessi, sia a livello fisico che mentale.  Clicca qui per leggere la nostra pagina dedicata allo yoga

Denada:
“Ma senza aver mai fatto nulla da dov’è cominciato tutto questo? Me lo domandano e me lo domando anch’io.. la pole per me: un inizio.. comincia in concomitanza a un percorso interiore di ricerca, perdersi già.. è indispensabile per poi ritrovarsi. Questo sport interiormente ti fortifica, dandoti ogni volta un traguardo raggiunto e obbiettivi successivi.. è un lavoro di ascolto, ascolti il tuo corpo guidandolo con la respirazione e le tue energie (non fisiche) ma interiori, l’apertura all’ universo con un tuo mantra nel cuore ti permette di superare i tuoi limiti. Autocontrollo per l’ equilibrio, trasporto per la coordinazione, vibrazioni e cariche interne ed esterne per la massima espressione in figura, ( #chakra ) la forza non sta nelle braccia la forza è nelle leve nei punti di contatto e dentro il tuo percorso personale.. Ciò che pensi diventi..ciò che senti attrai… ciò che immagini crei. (Buddha) grazie vita “

Ilaria:
“La pole è iniziata come una prova verso me stessa, per esplorare i limiti del mio corpo, della mia forza, poi mi sono innamorata e come ogni “storia d’amore” la parte dell’innamoramento è la più bella, ma ci sono anche i momenti di sconforto, in cui guardi i video di performer esperti e ti viene voglia di gettare la spugna. O di imparare. Ho iniziato pole dance per diventare “più femminile” come molte pensano al principio, poi ho visto che mi ha dato molto, ma molto di più. Mi ha insegnato la costanza, perché la pole è un impegno, non dettato dall’agenda, ma dallo spirito. Mi ha insegnato la pazienza (e quanto ne avevo bisogno!!!) perché perseverando si ottiene ogni risultato. Mi ha insegnato a unire mente e corpo, non solo a ripetere una successione di movimenti, ma a dargli un senso, il MIO senso. Mi ha dato dei riferimenti, delle donne che come me si mettono alla prova, che come me combattono le loro battaglie, piccole o grandi che siano, e lo sappiamo tutte, anche se non ce le diciamo. E’ passato solo un anno da quando ho iniziato, ma da sola mi accorgo di non esser più la stessa di prima.”

Silvia:
“Te ne stai lì, in mezzo al soggiorno e mi guardi, non parli ma sento il tuo sguardo che si posa insistente su di me. So che mi stai giudicando… Mi giro e imperterrita continuo nel mio ozio sdraiata sul divano, navigo un po’ su internet ma sento sempre la tua presenza che sovrasta tutto, accendo la tv e come sempre non c’è nulla che attiri la mia attenzione, allora prendo un libro ma sono sovrappensiero e i miei occhi continuano a spostarsi dalle pagine per capire se mi stai ancora guardando. So già la risposta. Lì dall’alto della tua figura esile e lucente punti il dito su di me e con un sottile gioco psicologico mi sfidi. E come sempre vinci tu. Corro in camera e facendo una fantozziana imitazione di Superman, passo dall’essere la svogliata donna in pigiama di pelo e ciabattone alla scosciata pole dancer in culotte e microtop. Esco dal bozzolo e mi trasformo in una farfalla, a volte più falena, a volte anche balena. E via di inversioni più o meno spettacolari aiutata da quintali di crema per il grip, magnesite e vodka che arrivata alla fine dell’allenamento sembro più un muratore coperto di malta che l’affascinante ballerina che vorrei essere.  Ma comunque vinci sempre tu. Tecnicamente sei solo una pertica in acciaio inox ottonato di diametro 45mm ed altezza 2.90m dotato di un meccanismo interno per il fissaggio a pressione ed uno per la rotazione in asse verticale. Praticamente sei una attrezzo ginnico atto all’esecuzione di figure acrobatiche ed artistiche. Personalmente sei una passione, la ragione delle miei gioie e dei miei tormenti, l’unico amante che potrei mai avere, il mio peggior nemico e il mio miglior amico. Fa impressione pensare che tutto questo, altro non è, che 15 kg di ferro.”

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